Scopri le incredibili meraviglie nascoste all’interno del celebre Festival Medievale di Hita, un evento unico ricco di magia, misteri storici e spettacoli straordinari da vivere assolutamente
Il borgo di Hita, nella comunità autonoma della Castiglia-La Mancia, si prepara a vivere sabato 4 luglio il momento principale del suo 64° Festival Medievale di Hita. Un appuntamento che trasforma il paese in un vero e proprio viaggio nel tempo, tra accurate ricostruzioni storiche, le celebri nozze letterarie di Don Melón e Doña Endrina tratte dal Libro del Buen Amor e spettacoli teatrali allestiti tra le rovine di San Pedro. L’evento, già riconosciuto come Festival di Interesse Turistico Nazionale, ambisce a ottenere anche un riconoscimento internazionale e il titolo di Bene di Interesse Culturale, confermando il prestigio di uno dei “borghi più belli di Spagna”.
Per un giorno all’anno, l’atmosfera dell’Alcarria cambia completamente: le strade si riempiono di armature, falò e delle note delle dulzainas. Attraversare la Porta di Santa María non è più una semplice visita turistica, ma un passaggio simbolico che riporta direttamente al 1330. Il festival, tra i più longevi e importanti della Spagna, rinnova la sua proposta con spettacoli teatrali e performance di strada di alto livello.
Il legame con Boccaccio e l’Italia
L’anima della manifestazione risulta particolarmente familiare al pubblico italiano. Juan Ruiz, l’Arciprete di Hita, fu contemporaneo di Giovanni Boccaccio: mentre a Firenze nasceva il Decameron, in Castiglia prendeva forma il Libro del Buen Amor. Entrambe le opere condividono uno spirito vivace, ironico e umano, capace di superare il rigido teocentrismo medievale per raccontare passioni e debolezze. Le nozze di Don Melón, rappresentate nelle piazze di Hita, evocano proprio quell’immaginario narrativo che richiama i racconti boccacceschi.
I due autori rappresentano una svolta culturale comune: il passaggio verso un racconto più libero, sensuale e satirico, anticipatore del Rinascimento. Le vicende di Don Melón e Doña Endrina, messe in scena nel borgo, mostrano lo stesso tono irriverente e anticlericale del Decameron. Non a caso, nei corsi di letteratura comparata in Italia, l’Arciprete di Hita viene spesso accostato a Boccaccio.
Il rapporto con l’Italia si rafforza ulteriormente nel XV secolo grazie a Íñigo López de Mendoza, Marchese di Santillana, che introdusse nella letteratura castigliana i primi sonetti “in stile italiano”. Ammiratore di Dante Alighieri e Petrarca, contribuì a diffondere la cultura umanistica italiana, rendendo evidente quanto il fascino di città come Firenze e Roma abbia influenzato la rinascita culturale di Hita.

Spettacoli, tornei e magia sotto le stelle
La giornata prende vita già dalle 11:00 con l’apertura del mercato lungo Puerta de Caballos e via Muralla, dove bancarelle, profumi e tessuti creano un ambiente immersivo. Non si tratta solo di commercio: il mercato diventa un palcoscenico ispirato all’opera di Juan Ruiz. A mezzogiorno, nella Plaza del Arcipreste, si svolge la rievocazione delle nozze di Don Melón e Doña Endrina, guidata da Crispín d’Olot e Ali Kaskabel, accompagnata da danze e musiche medievali dei gruppi Xalamut e Turdión. L’atmosfera si completa tra versi, ironia e il richiamo delle taverne di Plaza Doña Endrina.
Nel pomeriggio, l’attenzione si sposta al Palenque, ai piedi delle mura, dove alle 19:30 va in scena il Torneo Medievale. I cavalieri della compagnia Legend Especialistas si affrontano in giostre, duelli e spettacolari esibizioni equestri che coinvolgono il pubblico. Al tramonto, il borgo si trasforma ancora: dopo l’Alarde, il Mirador del Arcipreste si riempie delle note delle dulzainas, creando un’atmosfera suggestiva.
Il momento culminante arriva alle 22:00 tra le rovine della Chiesa di San Pedro, dove Rafael Álvarez El Brujo porta in scena il Lazarillo de Tormes nella versione di Fernando Fernán Gómez. Un’interpretazione intensa che prende vita sotto il cielo aperto, tra le mura mudéjar segnate dalla Guerra Civile Spagnola. In contemporanea, la Plaza del Arcipreste ospita la Danza della Morte, eseguita dal Gruppo di Danza Spagnola Complutense, un momento suggestivo e carico di significato.
La notte continua con il Combattimento Notturno Medievale al Palenque, dove il fuoco diventa protagonista, seguito dalla musica folk dei Grimorium. Dopo l’1:30, quando le torce si spengono, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di unico: un giorno in cui storia e letteratura smettono di essere racconto e diventano esperienza reale.
A cura della redazione
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