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Legalità a Torino: la sicurezza diventa cura comune

Riconfigurare il concetto di sicurezza affrancandolo dalla dinamica della paura e della chiusura difensiva per trasformarlo in un patto sociale di attenzione e reciprocità: è questa la prospettiva al centro delle Giornate della Legalità – Spazi aperti in luoghi chiusi, giunte alla quarta edizione e pronte ad animare il capoluogo piemontese dall’8 all’11 ottobre 2026. L’iniziativa si presenta forte di un prestigioso tributo istituzionale, avendo ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica conferita dal Capo dello Stato come premio di rappresentanza per il valore civile e culturale della manifestazione. Al centro del dibattito vi è la scelta di ripensare il lessico comune attraverso il passaggio dal termine sicura al riflessivo «si-cura», intendendo la legalità non come una barriera fortificata, ma come l’assunzione di responsabilità collettiva nei confronti delle fragilità che attraversano la comunità.

L’ampiezza dell’evento è testimoniata da un programma che prevede oltre 45 eventi nell’arco di quattro giornate e la partecipazione di più di 80 protagonisti, impegnati ad aprire alla cittadinanza luoghi strategici solitamente preclusi alla vita quotidiana, quali aule di tribunale, istituti penitenziari, caserme di polizia e militari, spazi accademici, sedi istituzionali e uffici tributari.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 viene illustrato dalla curatrice scientifica della rassegna, Valeria Marcenò, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, affiancata da Lucilla G. Moliterno di Biennale Democrazia per il coordinamento scientifico-organizzativo: «Quest’anno il punto di osservazione sarà la cura. Dopo aver affrontato il tema delle regole e dell’importanza del loro rispetto (A che cosa serve?), aver legato il diritto e le regole alle emozioni (D(i)ritto al cuore) e aver demolito gli stereotipi tipici della legalità (Contro i luoghi comuni), guardiamo ora alla legalità come al prendersi cura della società di cui si è parte. Prendersi cura non è una parola “femminile”. È una parola sociale, che consente di guardare alla società da una prospettiva diversa. Mi piace dire che, nel contesto in cui viviamo, può diventare una parola eversiva: significa accogliere l’idea che le fragilità e le vulnerabilità di una società non sono rischi da neutralizzare, ma condizioni ontologicamente presenti nella nostra esistenza. Anche per questo si sposa bene come contrapposizione alla retorica attuale sulla sicurezza».

Una visione condivisa dall’assessore alla Legalità del comune, Marco Porcedda: «Parlare di sicurezza significa troppo spesso parlare di paura e di difesa; questa edizione propone invece di guardare alla legalità come a una responsabilità reciproca, che si costruisce nelle relazioni, nel rispetto delle regole e nell’attenzione verso chi è più fragile. Aprire tribunali, caserme, carceri e uffici pubblici alla cittadinanza significa dire che le istituzioni non sono un mondo separato: sono un bene comune di cui tutte e tutti possiamo prenderci cura». A ribadire la continuità dell’impegno politico è la vicesindaca Michela Favaro: «All’inizio del mandato, per dare forma alla delega alla Legalità, abbiamo fortemente voluto le “Giornate della Legalità”. L’onorificenza con cui il Capo dello Stato ha voluto onorare la Città di Torino e la manifestazione è per noi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, uno stimolo a proseguire l’impegno in tutti i campi su questi temi. È questo il senso di iniziative come questa: trasformare la legalità da principio astratto in una pratica quotidiana e collettiva».

Il debutto della rassegna è fissato per la mattinata di giovedì 8 ottobre attraverso un duplice appuntamento inaugurale. Alle ore 10, l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia accoglierà gli allievi degli istituti superiori per la sessione di Legalità Futura intitolata «Le parole non sono pietre»: un confronto sul potere del linguaggio tra Luigi Ciotti, fondatore di Libera, e Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro, coordinato da Tiziana Francesca Vaccaro e introdotto dalla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, di Valeria Marcenò e delle cariche della magistratura piemontese, con il procuratore generale Lucia Musti e la presidente della Corte d’Appello Alessandra Bassi. Nel pomeriggio, alle ore 17.30, i lavori proseguiranno presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi per l’inaugurazione ufficiale aperta al pubblico, contrassegnata dalla lectio magistrale «Democrazia e cura» tenuta dallo storico del diritto Pietro Costa, introdotta da Valeria Marcenò e aperta dai saluti della rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, insieme agli assessori e ai rappresentanti degli enti sostenitori.

L’intelaiatura degli incontri si articola lungo tre filoni tematici principali: la realtà penitenziaria e il ruolo della sanzione penale, la sicurezza considerata quale questione sociale e il nesso profondo tra memoria storica, linguaggio e cittadinanza. Il calendario propone appuntamenti di notevole caratura con ospiti di spicco del panorama nazionale.

Tra i momenti centrali figurano la dissertazione di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Consulta, accolta negli uffici dell’Agenzia delle Entrate; l’intervento «Prendersi cura del carcere» tenuto dal giudice della Corte costituzionale Francesco Viganò a beneficio della popolazione detenuta della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno; il confronto «Rivoluzionare la pena» che vedrà dialogare la garante comunale dei detenuti Diletta Berardinelli, Antonio Genovese e Luigi Pagano, storico direttore penitenziario e garante per Milano; la tavola rotonda «Per una sicurezza sociale» con l’economista Elsa Fornero e Pier Luigi Sacco, realizzata in collegamento con il percorso di candidatura di Torino 2033 – Capitale Europea della Cultura; il panel «Non dare nulla per scontato» con la storica Anna Foa e le scrittrici Elena Loewenthal e Igiaba Scego; il dialogo «Contro la paura» tra l’inviato del quotidiano Repubblica Carlo Bonini e l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli; la riflessione «Curare l’adolescenza» affidata allo scrittore e docente Christian Raimo e alla psicoterapeuta Maria Serena Schiva. Spazio inoltre all’impatto delle innovazioni con l’incontro «Alleati digitali. La nostra IA personale» animato dall’ex rettore Guido Saracco, al tema della giustizia riparativa con «La riparazione. Donne che rammendano il mondo» a cura di Marcella Filippa e alla filosofia del diritto con «Per la libertà di tutti», curato da Tommaso Greco e Alessio Lo Giudice.

BIBLIOBUS PORTICI Giornate della legalità PH ELISA GIULIANO
BIBLIOBUS PORTICI Giornate della legalità PH ELISA GIULIANO

L’integrazione con la vita cittadina si realizzerà anche mediante il gemellaggio con la fiera Portici di Carta, che darà vita all’esperienza dei Portici della Legalità lungo le vie cittadine. Qui verranno presentate le recenti pubblicazioni di Marianna Aprile («La promessa»), Simonetta Sciandivasci e Alessandro Trocino («Oriana Fallaci. Punto e basta»), Luigi Pagano («Il direttore. Quarant’anni di lavoro in carcere») e Valeria Verdolini («Abolire l’impossibile»). A questo si aggiungeranno l’esposizione «Il carcere all’aperto», le proposte itineranti del Bibliobus della Biblioteca della Legalità BILL e le iniziative coordinate da Iveco Group. L’assessora alla Cultura Rosanna Purchia sottolinea il valore di tale apertura: «Anche quest’anno la cultura si conferma strumento di crescita civile e democratica, aprendo spazi di confronto e di libertà e rafforzando il senso di comunità. Con Portici della Legalità, realizzati in concomitanza con Portici di Carta, la riflessione sulla legalità arriva in piazza, tra i libri e le persone, restituendole la sua dimensione più autentica: quella di un bene comune che appartiene a tutte e tutti e che ognuno di noi è chiamato a custodire e a praticare».

Il coinvolgimento dei giovani rappresenta un architrave della manifestazione. Nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre, a partire dalle ore 17, Piazza Palazzo di Città e Palazzo Civico diverranno lo scenario della tappa iniziale di «La prima volta – Un anno di incontri, percorsi ed eventi fino al tuo primo voto», progetto ideato dalla Città di Torino in collaborazione con Biennale Democrazia, sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo e dal Bando “Feste del Primo Voto”. La serata «La Prima Volta a Palazzo», a cura di Fondazione Club Silencio ETS, proporrà visite all’interno della Sala Rossa, intrattenimento musicale, quiz tematici e laboratori, con l’apertura affidata al confronto «Siamo tutti politici» tra la giornalista Marianna Aprile e la filosofa Giorgia Serughetti. La valorizzazione delle competenze amministrative vedrà invece la celebrazione della quarta «Giornata della Trasparenza – Una cura per la pubblica amministrazione», promossa insieme alla segretaria generale del comune.

Il percorso formativo per famiglie e studenti si svilupperà con Legalità Futura, inserita nell’ambito di Torino Futura – Generazione di cultura: in programma visite ai laboratori anticontraffazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, focus sull’etica produttiva con «Il gusto per la cura» promosso con il Consorzio Tutela dell’Asti DOCG, lezioni di responsabilità fiscale con l’Agenzia delle Entrate intitolate «Una società si-cura, il nostro con-tributo», accoglienza per i più piccoli presso la Guardia di Finanza ed esercitazioni pratiche di soccorso con i Vigili del Fuoco.

L’accesso straordinario ai luoghi chiusi include un itinerario che tocca la Curia Maxima, Palazzo Bruno Caccia, la Fondazione Fulvio Croce dell’Avvocatura, la Corte dei Conti, i presidi dell’Arma dei Carabinieri, dell’Esercito, della Polizia a Cavallo e della Polizia Scientifica, fino all’impianto tecnologico The Heat Garden – Sistema di accumulo San Salvario, dove il Gruppo Iren proporrà l’incontro «Respiriamo, dunque viviamo» con Eleonora Bechis e Cristina Poncibò. I temi della finanza etica troveranno spazio con Banca Etica e Valori.it nel panel «La finanza che ci riguarda», mentre lo Studio Legale Jacobacci e Associati proporrà l’approfondimento «Curare la società con arte». Il dinamismo sociale confluirà nella sezione Legalità IN+, dedicata alle realtà vincitrici del Bando Bruno Caccia, tra cui Aics Torino, Asai, Almateatro, Libera Piemonte, Un sogno per tutti, Anima Giovane Scis, Orme aps, Invasioni Creative, Casa di Carità Arti e Mestieri, Enchiridion, Familis e Hòferlab, insieme al contributo offerto da Fondazione Mamre e Iveco Group.

La conclusione del cartellone è prevista nella serata di sabato 10 ottobre presso gli spazi di OFF TOPIC con l’evento «Una serata si-cura», allestito in collaborazione con il Festival La Guerra del Mondo: una maratona di spettacolo che unirà l’opera teatrale «Il Corpo della donna», la comicità di Monir Ghassem e un finale danzante su ritmi dancefloor. La rassegna costituisce un progetto della Città di Torino curato da Fondazione per la Cultura Torino, con il sostegno di Fondazione CRT e Camera di commercio di Torino, il supporto degli sponsor Gruppo Iren, Nova Coop, Studio Legale Jacobacci e Associati, Consorzio Tutela dell’Asti DOCG e Banca Etica, e il patrocinio dell’Università di Torino e del Dipartimento di Giurisprudenza. I dettagli integrali del cartellone e gli aggiornamenti sono reperibili sulla piattaforma www.giornatedellalegalita.it e sul canale Instagram @giornate_della_legalita.

A cura della redazione

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