Il rientro a scuola procede a tappe dal 7 al 17 settembre: dopo Bolzano, oggi tocca a diverse regioni, mentre il 15 settembre entreranno in aula anche gli studenti di Sicilia, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Toscana
Il nuovo anno scolastico 2026/2027 entra nel vivo e coinvolge quasi 8 milioni di studenti in tutta Italia. La ripresa delle lezioni segue un calendario differenziato tra le regioni, con un avvio distribuito nell’arco di diversi giorni. La prima campanella ha suonato il 7 settembre a Bolzano, dove oltre 85mila bambini e ragazzi hanno ripreso le attività nelle scuole della provincia autonoma. Il calendario nazionale prosegue quindi con una sequenza di rientri che porterà progressivamente tutti gli studenti sui banchi entro il 17 settembre.
La partenza dell’anno scolastico presenta quindi un quadro articolato, legato alle decisioni assunte dalle singole Regioni e alla possibilità per gli istituti di adattare il proprio calendario nel rispetto delle disposizioni previste. Secondo le informazioni diffuse in occasione dell’avvio delle lezioni, le scuole italiane devono garantire almeno 200 giorni di attività didattica durante l’anno. Le differenze nelle date di apertura consentono così ai territori di organizzare il ritorno in classe tenendo conto delle proprie esigenze, mentre milioni di famiglie tornano a confrontarsi con orari, trasporti, materiali scolastici e nuovi impegni quotidiani.
La prima campanella è suonata a Bolzano
Bolzano ha aperto ufficialmente il calendario dei rientri scolastici italiani. Nella provincia autonoma sono tornati in aula più di 85mila studenti, distribuiti tra i diversi sistemi linguistici presenti sul territorio. Le scuole in lingua italiana contano 22.080 bambini e ragazzi, quelle in lingua tedesca 64.759, mentre nelle valli ladine hanno ripreso le lezioni 2.895 giovani. L’avvio altoatesino ha quindi inaugurato una lunga fase di ritorno alla normalità scolastica che, nell’arco di dieci giorni, coinvolgerà l’intero Paese.
Durante la giornata di apertura, il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta ha sottolineato il ruolo della scuola nella crescita delle nuove generazioni. “La scuola è il luogo in cui costruiamo il futuro, ogni giorno”, ha dichiarato Gullotta, evidenziando l’importanza di offrire agli studenti strumenti utili per costruire il proprio percorso. Tra i temi destinati ad avere un peso crescente nel nuovo anno compare anche l’intelligenza artificiale, che alcune realtà scolastiche intendono affrontare attraverso percorsi dedicati alla formazione di studenti e docenti.
Il calendario del ritorno sui banchi
Dopo l’apertura a Bolzano, il 10 settembre hanno seguito il rientro gli studenti della Provincia di Trento, della Valle d’Aosta e del Veneto. Il 14 settembre il ritorno in classe interessa invece Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Nella stessa giornata alcune scuole possono seguire calendari specifici definiti nell’ambito dell’autonomia scolastica e delle decisioni regionali.
Il 15 settembre rappresenta una delle giornate più importanti dell’intero calendario, perché il ritorno coinvolge un gruppo numeroso di regioni. In quella data tornano in aula gli studenti di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Per milioni di famiglie questa data segna quindi la conclusione delle vacanze estive e l’avvio concreto della nuova routine fatta di lezioni, spostamenti, attività pomeridiane e impegni extrascolastici.
Il 16 settembre toccherà invece ad Abruzzo, Basilicata e Sardegna, mentre la Puglia chiuderà ufficialmente la sequenza dei rientri regionali il 17 settembre. Il calendario nazionale si sviluppa dunque progressivamente, senza un’unica giornata di riapertura per tutte le scuole italiane. Questa articolazione deriva dalle competenze regionali nella definizione dei calendari e dalla possibilità riconosciuta alle istituzioni scolastiche di apportare alcuni adattamenti.
Oltre 37mila nuovi docenti in ruolo
Il nuovo anno scolastico parte anche con importanti novità sul fronte del personale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha completato entro il 31 agosto le operazioni per l’immissione in ruolo di 37.430 nuovi docenti. Il dato supera quello registrato nello stesso momento dell’anno precedente, quando le immissioni in ruolo ammontavano a 29.685. Le assunzioni riguardano posti comuni, sostegno e insegnamento della religione cattolica.
Il Ministero ha inoltre comunicato la copertura della quasi totalità delle supplenze disponibili, per un totale di circa 118mila posti. Parallelamente, il sistema scolastico affronta le esigenze legate al sostegno, con la conferma di circa 56mila supplenti. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni consiste nel garantire una maggiore stabilità dell’organico già dall’inizio delle lezioni, così da ridurre il numero di cattedre ancora da assegnare e favorire una partenza più ordinata delle attività didattiche.
Una ripartenza che coinvolge milioni di famiglie
Il ritorno a scuola non riguarda soltanto gli studenti. La ripresa delle lezioni coinvolge direttamente genitori, insegnanti, personale amministrativo, personale tecnico e collaboratori scolastici, oltre a tutto il sistema dei servizi collegati agli istituti. Trasporti pubblici, mense, servizi comunali, attività sportive e organizzazione familiare tornano infatti a seguire i ritmi dettati dal calendario scolastico.
Con quasi 8 milioni di studenti pronti a trascorrere il nuovo anno tra aule, laboratori e attività formative, la riapertura rappresenta uno dei principali appuntamenti sociali di settembre. Il ritorno sui banchi apre un percorso che proseguirà fino al prossimo giugno e che porterà con sé le sfide legate all’apprendimento, all’inclusione, alla tecnologia e alla preparazione degli studenti. Dopo le prime campanelle già suonate in alcune zone del Paese, l’Italia completa così il progressivo rientro nelle scuole, dando ufficialmente inizio al nuovo anno scolastico.
A cura della Redazione
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