Con oltre 2.500 reperti dal 1700 a oggi, l’archivio guidato dal direttore Thomas Pololi svela come la guerra e il boom abbiano cambiato la città
Nel centro della metropoli lombarda si trova uno spazio espositivo capace di mostrare l’evoluzione urbanistica, sociale e culturale della città da una prospettiva completamente inedita. Si tratta del Museo dei Quaderni di Scuola, una realtà che non si rivolge unicamente ai bambini, ma costituisce una tappa fondamentale per chiunque voglia scoprire la storia più profonda del capoluogo.
Un archivio storico formato dalle memorie dei più giovani
Oltre a proporre un percorso museale innovativo, la struttura custodisce un ricco archivio storico, dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” da parte della Soprintendenza. Questa raccolta ripercorre gli ultimi centocinquant’anni di vicende italiane e cittadine attraverso le testimonianze dirette dei più giovani. Esaminando con attenzione temi scolastici, diari e lettere d’epoca, la storia e le trasformazioni urbane prendono forma attraverso uno sguardo schietto, autentico e privo di condizionamenti.

La testimonianza della direzione e lo sguardo sui banchi di scuola
“Leggere i quaderni dei bambini milanesi del passato ci permette di camminare per strade che non esistono più e di respirare l’atmosfera di una metropoli in continua trasformazione”, spiega Thomas Pololi, direttore e curatore del Museo. “Questo archivio offre a cittadini, storici, urbanisti e appassionati uno strumento di ricerca unico: la storia di Milano raccontata senza filtri da chi, osservandola dai banchi di scuola, ne ha colto l’essenza più vera e i cambiamenti più radicali”.
La collezione rappresenta una miniera di aneddoti e scoperte sociologiche per chiunque desideri esplorare aspetti poco noti della storia locale.

I principali filoni narrativi dell’archivio cittadino
Dalla consultazione dei documenti conservati emergono alcune delle tematiche più affascinanti della vita del passato:
- Milano sotto le bombe e la vita da sfollati. Come si viveva all’ombra della Madonnina durante la seconda guerra mondiale? I testi offrono resoconti crudi e toccanti, tra cui risalta la cronaca stilata da una bambina nella Milano bombardata del 1944, un racconto in presa diretta di una fase drammatica che ha segnato per sempre la città e la popolazione.
- Costume, tradizioni e vita sociale d’epoca. Quali erano le modalità per trascorrere il tempo libero e festeggiare un secolo fa? Attraverso i temi scolastici riaffiorano ricordi dimenticati: dalle descrizioni del Carnevale del 1926, con la Galleria Vittorio Emanuele II e Piazza Duomo trasformate in un “tappeto di coriandoli”, fino alle memorie dei canali ancora scoperti e del vecchio zoo situato ai Giardini Pubblici.
- L’evoluzione dell’ambiente urbano vista dai banchi di scuola. Decennio dopo decennio, i giovani hanno documentato nei loro scritti i mutamenti della città, compresi il boom economico degli anni Sessanta, l’arrivo delle grandi fabbriche, l’aumento del traffico e la comparsa dell’inquinamento. Tali elaborati offrono uno spaccato urbanistico di grande valore, spingendo a riflettere sulla trasformazione dei luoghi di aggregazione e delle dinamiche sociali, elemento centrale anche nei percorsi laboratoriali offerti dal museo.
Con un patrimonio di oltre 2.500 reperti a partire dalla fine del 1700, il Museo dei Quaderni di Scuola si conferma un prezioso custode della memoria cittadina e un luogo da scoprire per rileggere il passato, comprendere il presente e immaginare la Milano del futuro.
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