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Drink spiking e prevenzione: cosìè il braccialetto anti-stupro

Un cerchietto da polso in grado di virare tonalità offre un segnale d’allarme immediato contro il rischio di alterazione delle bevande. Per contrastare la diffusione della droga dello stupro tra i giovani, le farmacie del territorio veneziano hanno promosso una campagna negli istituti scolastici. Come diffuso da Tgcom24, l’operazione prevede la consegna di circa 400 braccialetti reattivi. L’iniziativa concentra la propria attenzione sul GHB, un composto idoneo a compromettere la lucidità, frenare i riflessi e provocare buchi di memoria, in particolare se associato all’alcol.

Il meccanismo alla base del dispositivo si rivela estremamente lineare: una piccola striscia reattiva muta colore quando entra in contatto con determinate sostanze. È sufficiente depositare qualche goccia del drink sullo spazio preposto per verificare la reazione. In un filmato proposto da Tgcom24, la farmacia San Matteo di Pavia ha illustrato come il cerchietto acquisisca una sfumatura blu in presenza di GHB. Benché l’impiego risulti intuitivo e privo di complessità tecniche, occorre evidenziare che non si tratta di un’analisi di laboratorio. Il test rileva unicamente le molecole per cui è stato predisposto, dunque un esito negativo non garantisce l’assoluta salubrità del bicchiere né l’assenza di altri stupefacenti.

Il progetto guidato da Federfarma Venezia fa seguito a una prima fase avviata nel marzo 2026, in occasione della Festa della donna. In quell’evento, secondo quanto indicato da FederfarmaNEWS, gli esercizi farmaceutici locali avevano distribuito gratuitamente 2.700 braccialetti, suscitando l’interesse del mondo scolastico. Il nuovo intervento porta altri 400 dispositivi nelle aule del Veneto orientale, cominciando da un liceo di Portogruaro. Il fine è stimolare un dibattito informato sul drink spiking, ossia l’immissione non consensuale di sostanze nei drink. Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto e Federfarma Venezia, ha riferito a FederfarmaNEWS che il progetto ha riscosso un’accoglienza positiva e che proprio le richieste arrivate dalle scuole hanno spinto gli organizzatori ad ampliare la campagna, valorizzando il ruolo della farmacia quale presidio preventivo. L’azione è affiancata da incontri formativi su violenza di genere, stupefacenti e canali d’aiuto.

La tecnologia dei rilevatori portatili non costituisce una protezione imbattibile. Nel gennaio 2026, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha reso noti i dati di un’indagine condotta sulla precisione di due tipologie di test colorimetrici presenti sul mercato. Le indagini svolte dalle ricercatrici del Centro nazionale dipendenze e doping hanno saggiato la risposta verso sei sostanze: GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, MDMA e benzodiazepine. Dai riscontri è emersa un’efficacia soddisfacente soprattutto per la ketamina, a fronte di prestazioni insufficienti per gli altri composti.

Lo studio dell’Iss ha messo in luce criticità legate alla sensibilità, alla decodifica della variazione di colore e alle interferenze cromatiche derivanti dalle bevande medesime. La virata dal rosa al blu indicativa del GHB si è mostrata poco definita, mentre alcuni prodotti al limone o all’arancia hanno generato falsi positivi. Inoltre, i campioni esaminati non hanno individuato adeguatamente benzodiazepine e MDMA. A complicare la lettura interviene anche l’illuminazione scarsa o intermittente tipica dei locali notturni. Simona Pichini, alla guida del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, ha sottolineato questo aspetto affermando che «sotto una luce ridotta e cangiante come quella delle discoteche, il cambio da una colorazione all’altra può non essere percepito», ipotizzando l’uso di simboli grafici di più agevole identificazione.

L’acido gamma-idrossibutirrico, noto con l’acronimo GHB, agisce sul sistema nervoso centrale inducendo sonnolenza, uno stato di confusione, ridotta coordinazione e amnesia. La gravità delle conseguenze dipende dai dosaggi e si accentua fortemente quando alla sostanza si accompagna l’assunzione di alcol. Nelle intossicazioni più severe si possono riscontrare compromissioni respiratorie e perdite di coscienza fino al coma. Il rischio è amplificato dall’impossibilità per la vittima di accorgersi in tempo dell’alterazione e di richiedere soccorso. La dicitura droga dello stupro raggruppa diverse molecole e farmaci impiegati per indebolire le difese di una persona e facilitare un’aggressione, secondo le modalità del drink spiking.

Per tutelarsi rimangono fondamentali alcune norme comportamentali: custodire sempre il proprio bicchiere, non accettare bevande da sconosciuti e confidarsi con persone fidate di fronte a qualsiasi dubbio. Un drink che presenta anomalie non deve essere consumato, a prescindere dall’esito fornito dal braccialetto. Nel caso in cui, dopo aver bevuto, subentrassero improvvisi stordimenti, sonnolenza anomala, incertezza nei movimenti o vuoti di memoria, è indispensabile richiedere subito supporto medico. Di fronte a quadri clinici gravi o pericoli imminenti occorre chiamare il 112. Un intervento tempestivo dei sanitari risulta essenziale anche per gli accertamenti tossicologici, poiché varie sostanze vengono eliminate rapidamente dall’organismo. Nessun dispositivo tecnologico può rimpiazzare il rispetto del consenso o trasferire sulle potenziali vittime l’onere della prevenzione, che deve mirare all’eliminazione di ogni condotta violenta.

A cura della redazione

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