Non-matrimonio Parigi ph X

La cerimonia delle non-nozze conquista Place des Abbesses

Nella celebre Place des Abbesses, situata nel diciottesimo arrondissement di Parigi, decine di coppie si sono radunate per pronunciare un rifiuto collettivo al matrimonio istituzionale. L’insolito evento, denominato Cérémonie des non-demandes en mariage (cerimonia delle non-proposte di matrimonio), si è svolto domenica 11 ottobre 2026 nel quadro della Fête des Vendanges de Montmartre, giunta alla sua novantatreesima edizione. La storica festa della vendemmia celebra ogni autunno il raccolto del Clos Montmartre, il vigneto urbano custodito tra le vie della collina, unendo sfilate folkloristiche, musica, gastronomia e tradizioni locali. I posti disponibili per partecipare alla cerimonia, le cui iscrizioni si erano aperte a fine agosto, sono andati esauriti velocemente, attirando una grande folla di curiosi e cittadini.

L’ispirazione profonda della manifestazione risale al brano musicale La non-demande en mariage, inciso nel 1966 dal cantautore Georges Brassens. Questa composizione, considerata un manifesto dell’anticonformismo sentimentale, riassume il proprio spirito nel celebre verso: «Ho l’onore di non chiederti la mano». L’artista vedeva negli anelli e nei vincoli legali un ostacolo alla passione spontanea, prediligendo la condizione di eterna fidanzata rispetto a quella di sposa inserita nei doveri domestici. Rilevando tale visione anarchica e romantica, la cerimonia trasforma la provocazione poetica in un rito goliardico, invitando i partner a promettersi di restare compagni liberi, senza la necessità di pergamene, firme o benedizioni ufficiali.

Sul palcoscenico allestito nella piazza, i partecipanti si sono scambiati promesse di eterno fidanzamento o hanno formalizzato la decisione di non mettersi l’anello al dito. A donare una solennità paradossale a queste unioni fittizie è stato Éric Lejoindre, sindaco del diciottesimo arrondissement di Parigi, che ha convalidato sul piano simbolico e umoristico le non-nozze tra risate e applausi. Il momento è stato reso ancora più spettacolare dall’apporto artistico del collettivo Mystérieuses Coiffures, che ha realizzato acconciature stravaganti e scultoree, trasformando ogni protagonista in un’opera d’arte capillare vivente ed ephemera. Oltre all’aspetto ludico, l’iniziativa riflette una trasformazione culturale profonda: sostituire l’obbligo formale con un patto di libertà ribadisce che la continuità di un affetto si fonda sulla scelta quotidiana e sulla complicità, anziché sulle garanzie di un contratto civico o religioso.

A cura della redazione

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