Esonero contributivo totale per le madri con tre o più figli: requisiti, tetti annui e modalità di domanda sul portale INPS
Attraverso l’emanazione della circolare numero ottantadue e del messaggio numero duemilacinquecentodiciotto, l’INPS ha reso pienamente operative due nuove misure volte a incentivare l’occupazione, attuando quanto stabilito dalla Legge di Bilancio e dal Decreto Lavoro. Le disposizioni mettono a disposizione dei datori di lavoro privati un esonero contributivo integrale, pari al cento per cento dei versamenti previdenziali a carico aziendale. L’obiettivo centrale dell’istituto è duplice: facilitare il reinserimento professionale delle donne con famiglie numerose e favorire la stabilizzazione a tempo indeterminato dei giovani precari.
In attuazione dei commi dal duecentodieci al duecentotredici della Legge di Bilancio, la circolare numero ottantadue disciplina la misura rivolta alle lavoratrici madri. La misura si applica a tutte le assunzioni effettuate dai datori di lavoro privati a partire dal primo gennaio. Per poter beneficiare dello sgravio, la dipendente deve possedere due requisiti simultanei alla data di assunzione: essere madre di almeno tre figli tutti di età inferiore a diciotto anni e risultare priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Qualora anche un solo figlio compia il diciottesimo anno prima dell’assunzione, l’azienda perde il diritto al beneficio.
L’agevolazione economica consiste nell’abbattimento del cento per cento dei contributi previdenziali datoriali, con un tetto massimo fissato a ottomila euro annui per ogni lavoratrice, mentre rimangono esclusi i premi dovuti all’INAIL. L’importo viene riparametrato e applicato mensilmente nelle denunce contributive. Per i rapporti instaurati dal primo gennaio prima dell’uscita delle disposizioni operative, le aziende possono richiedere il recupero delle somme pregresse tramite conguaglio nei flussi UniEmens, previa autorizzazione dell’ente. La domanda va presentata esclusivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS, dove vengono inseriti i dati della madre e dei figli minorenni per consentire le opportune verifiche.
Incentivi alla stabilizzazione dei giovani under 35 e modalità operative
Il messaggio numero duemilacinquecentodiciotto dell’INPS regolamenta invece lo sgravio per la trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato per i lavoratori under 35. Tale agevolazione si applica alle conversioni contrattuali realizzate tra il primo agosto e il trentuno dicembre. Il beneficio è riservato alle aziende che stabilizzano giovani con meno di trentacinque anni che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato nel corso dell’intera carriera lavorativa.
La normativa prevede vincoli precisi sul contratto a termine di partenza: esso deve essere stato stipulato entro la data del trenta aprile e non deve aver superato la durata effettiva di dodici mesi. Qualora il contratto sia stato avviato successivamente a tale data o abbia superato l’anno di durata, l’azienda non potrà accedere allo sgravio, indipendentemente dall’età del dipendente o dalla volontà di stabilizzarlo. Lo sgravio copre il cento per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un limite massimo di cinquecento euro mensili per ciascun dipendente.
Le richieste devono essere inviate attraverso il Portale delle Agevolazioni compilando il modulo identificato con il codice ESTA. In presenza di una domanda preventiva, la trasformazione del contratto deve avvenire entro il termine perentorio di dieci giorni dall’autorizzazione ricevuta dall’INPS. Per le rendicontazioni nei flussi UniEmens, datori di lavoro e intermediari devono utilizzare i codici specifici ESTA, L651 e L652. Inoltre, la misura non è cumulabile con altre agevolazioni: qualora l’impresa stesse già usufruendo del bonus GECO per under 30, per ottenere il nuovo incentivo di cinquecento euro al mese occorre restituire formalmente quanto già fruito prima di applicare il nuovo codice di esonero.
Cumulabilità con la maxi-deduzione fiscale per le nuove assunzioni
I due esoneri contributivi introdotti dall’INPS si integrano con il quadro generale degli incentivi fiscali destinati alle imprese che aumentano l’occupazione. Nello specifico, l’abbattimento contributivo sui versamenti INPS è pienamente cumulabile con la maxi-deduzione del costo del lavoro, che garantisce una supervalutazione del centoventi percento, incrementata al centotrenta percento in caso di assunzione di categorie svantaggiate, ai fini dell’imposta sui redditi.
L’integrazione tra l’esonero dai contributi mensili e le agevolazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi assicura ai datori di lavoro un risparmio immediato affiancato a un beneficio fiscale. Questa combinazione rende particolarmente conveniente l’investimento nell’occupazione stabile di madri e giovani per la seconda metà dell’anno.
A cura della redazione
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