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Barbie abbandona i tacchi e cammina verso la realtà

Barbie cambia passo. Dopo anni interi sulle punte dei piedi, sospesa tra sogno e apparenza, la bambola più famosa del pianeta scende finalmente dai tacchi e sceglie qualcosa di più… terreno. Le scarpe basse prendono il posto delle décolleté, e con loro arriva un messaggio chiaro: “non ho tempo per sfilare, devo vivere”.

Me lo chiedo da un po’: e se fosse proprio dalle scarpe che passa l’evoluzione? Una donna non può correre dietro ai sogni o inseguire un futuro migliore se resta incastrata in una postura che non le permette di muoversi.

A confermare il cambiamento ci pensa uno studio condotto da Cylie Williams, ricercatrice presso la Monash University di Frankston, in Australia, e pubblicato sulla rivista Plos One. I dati parlano chiaro: negli ultimi quattro anni e mezzo, meno di una Barbie su due indossa ancora i tacchi alti. E no, non è un dettaglio da poco.

Nel dettaglio, Cylie Williams e il suo team hanno creato un nuovo sistema per esaminare la bambola in ogni sua sfumatura. Lo hanno chiamato Feet: un acronimo che racchiude forma del piede (Foot posture), equità (inclusione e diversità), impiego (cioè il tipo di professione rappresentata), e tempo di produzione. Un modo tutto nuovo per leggere 2.750 versioni diverse di Barbie, create tra il 1959 e giugno 2024.

E qui la svolta: all’inizio tutte le Barbie stavano in punta di piedi, oggi solo il 40% tra il 2020 e il 2024 conserva quella postura. Le altre? Calzano scarpe piatte, da ginnastica, da lavoro, stivali robusti. Scarpe che si usano per fare, non per farsi guardare.

E sai cosa? A pensarci bene, quei piedi piatti dicono molto più di mille outfit. Sono la prova che anche l’immaginario collettivo ha voglia di respirare, di muoversi, di liberarsi da modelli vecchi come la polvere nei salotti.

Cylie Williams lo dice senza troppi giri di parole: “Barbie sceglie le scarpe che le permettono di agire, lavorare, vivere il proprio tempo”.
In altre parole, Barbie non resta più ferma sulla mensola. Scende, cammina, suda. E sì, inciampa anche ogni tanto, ma almeno si muove.

Certo, lo studio non pretende di spiegare come si vestano davvero le donne nel mondo reale. Non fornisce risposte assolute. Gli autori precisano che non esiste alcuna prova di una connessione diretta tra le scarpe di Barbie e i cambiamenti nella società. Forse è solo marketing, forse no.

Ma dentro di me, qualcosa mi dice che queste nuove Barbie ci stanno dicendo che si può essere belle anche senza far male ai piedi. Che si può cambiare postura, cambiare sguardo, cambiare direzione.

E se una bambola riesce a farlo, forse possiamo farlo anche noi.
Con meno tacco. Con più libertà. Con i piedi piantati dove serve: nella vita vera.

Io da sempre non porto i tacchi. Meno male, Barbie, che mi hai capito pure tu.

A cura di Veronica Aceti

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