Debuttano il Liceo Matematico, il latino facoltativo e i controlli di sicurezza, mentre il voto in condotta peserà di più sui voti finali
L’avvio dell’anno scolastico 2026-2027 si apre nel segno di profonde novità per le aule italiane, a fronte di una contrazione demografica che conta circa 100mila studenti in meno rispetto all’annata precedente. Sul versante del personale, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha garantito una ripartenza priva di cattedre vacanti, dichiarando: «Tutti i docenti in cattedra». Tale obiettivo segna il secondo anno consecutivo in cui le procedure di reclutamento si sono concluse prima dell’inizio delle lezioni. In base alle rilevazioni diffuse da Viale Trastevere e aggiornate al 31 agosto, la quasi totalità delle supplenze è stata assegnata per un totale di circa 118mila posti, mentre 55.814 docenti precari di sostegno hanno ottenuto la riconferma su esplicita richiesta delle famiglie. Questo meccanismo mira a consolidare la continuità didattica a favore degli allievi con disabilità, scongiurando avvicendamenti che rischierebbero di rendere più complesso il percorso formativo.
Sul piano degli ordinamenti si compie la revisione del primo ciclo d’istruzione sancita dal decreto ministeriale 221 del 2025, atto che manda in archivio il quadro varato nel 2012. L’introduzione delle Nuove Indicazioni Nazionali avverrà gradualmente da settembre 2026 e interesserà l’infanzia, le prime classi della scuola primaria e le classi iniziali della secondaria di primo grado, lasciando i percorsi già avviati sotto il vecchio regime fino al loro compimento. Tra le novità spicca l’opzione di inserire nelle classi seconde e terze medie il LEL, acronimo di Latino per l’Educazione Linguistica. Per la scuola secondaria di secondo grado, invece, l’elaborazione dei nuovi programmi occuperà l’anno scolastico 2026-2027, con un debutto previsto a partire dall’anno seguente.
Intelligenza artificiale, supporto psicologico e sicurezza
La digitalizzazione compie un salto qualitativo decisivo: superata la fase dei progetti pilota nei singoli istituti, l’intelligenza artificiale viene integrata stabilmente nelle politiche educative. Il quadro regolatorio ha visto un momento cruciale con la piena operatività dell’AI Act europeo il 2 agosto 2026, a cui è seguito due giorni dopo, il 4 agosto, il decreto legislativo di recepimento varato dal Consiglio dei ministri. Ogni sede scolastica dovrà pertanto dotarsi di un proprio regolamento per disciplinare l’impiego degli strumenti digitali da parte di alunni e dipendenti. La tecnologia entra inoltre tra i temi di riflessione dell’educazione civica per promuovere la consapevolezza di rischi e ricadute, sostenuta da un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro, di cui 100 milioni stanziati appositamente per la formazione continua degli insegnanti.
Sul versante del benessere emotivo prende avvio AscoltaMI, il servizio gratuito di assistenza psicologica frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Forte di una dotazione pari a 18,5 milioni di euro, l’intervento è indirizzato agli allievi dell’ultimo anno delle scuole medie e del primo biennio delle superiori per contrastare criticità diffuse come ansia, isolamento, pressioni scolastiche e disagio giovanile. Tramite il portale telematico UNICA, i genitori potranno ottenere un voucher per fruire di cinque colloqui individuali con uno specialista, svolti interamente a distanza mediante videoconferenza.
Un capitolo centrale riguarda poi la tutela dell’ordine e della convivenza negli istituti. In seguito a diversi episodi di violenza, una circolare del gennaio 2026 siglata dai ministeri dell’Interno e dell’Istruzione autorizza i presidi a sollecitare la presenza delle forze dell’ordine e ad avvalersi, in circostanze particolari, di controlli con metal detector per arginare la diffusione di armi bianche o improprie tra i giovani. Si confermano inoltre le disposizioni introdotte nel 2025: resta in vigore il divieto perentorio di utilizzare gli smartphone in ogni grado di istruzione, anche a scopi didattici, mentre il voto in condotta acquista maggiore severità nelle medie e nelle superiori, potendo precludere l’ammissione all’anno successivo. Cambiano infine le sospensioni prolungate, che non prevedono più l’allontanamento passivo dello studente ma il suo impiego in attività di volontariato e cittadinanza.
Patto educativo, filiera tecnica 4+2 e Liceo Matematico
Sul fronte relazionale si registra una nuova disciplina per le attività legate all’educazione affettiva e sessuale. Se le normali lezioni curricolari dedicate a relazioni, rispetto e prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale proseguono senza necessità di preavviso, qualsiasi ampliamento dell’offerta oltre i programmi standard esige la preventiva informazione e l’autorizzazione formale delle famiglie. In tali circostanze le scuole dovranno trasmettere anticipatamente i materiali didattici impiegati e sottoporre al vaglio degli organi collegiali l’eventuale partecipazione di associazioni o relatori esterni.
Per l’istruzione tecnica e professionale il 2026-2027 segna il battesimo del nuovo assetto a partire dalle classi prime, orientato a rafforzare la sinergia tra istruzione, università e comparto produttivo attraverso le competenze STEM, i laboratori e le intese con aziende e ITS Academy. L’ordinamento viene ripartito in due indirizzi: l’area economica e l’area tecnologico-ambientale, comprensiva di settori quali meccanica, energia, informatica, elettronica, telecomunicazioni, chimica, biotecnologie, moda, agraria e costruzioni. Entra a pieno titolo la filiera tecnologico-professionale 4+2, formula che permette di ottenere il diploma in quattro anni e di frequentare un biennio specialistico negli ITS Academy, mantenendo aperte le strade verso l’ateneo o l’impiego immediato grazie alla creazione di campus condivisi.
A completare il quadro delle innovazioni è l’avvio sperimentale del Liceo Matematico in 100 scuole italiane. Il format non configura un indirizzo autonomo ma si innesta nei percorsi tradizionali del liceo classico e del liceo scientifico, imperniandosi sul Laboratorio Matematico con almeno un’ora in più alla settimana finalizzata a tessere connessioni interdisciplinari con filosofia, letteratura e arte. Per sostenere tale impostazione l’orario settimanale prevede due ore aggiuntive per ciascuno dei primi due anni e un’ora supplementare per gli ultimi tre anni di corso.
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