Un esperto analizza l’impatto devastante del digitale sui giovani e suggerisce tecniche innovative per salvaguardare la salute mentale e l’attenzione
Il confronto globale sull’impiego dei social network da parte dei più giovani si fa sempre più serrato. Paesi come Australia, Francia, Portogallo, Spagna, Germania e Regno Unito stanno valutando l’introduzione di normative rigide per limitare l’esposizione precoce agli ambienti digitali. Questa tendenza nasce dalla necessità di contrastare problematiche quali ansia, depressione e dipendenze comportamentali, che colpiscono bambini e adolescenti a causa degli algoritmi e dell’uso di chatbot basati su intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti, la società Meta è al centro di battaglie legali in New Mexico, per la mancata protezione da contenuti espliciti su Facebook e Instagram, e in California, per i sistemi che incentivano la dipendenza digitale.
L’ipnosi clinica come risposta al sovraccarico cognitivo
La continua esposizione a notifiche e contenuti brevi sta frammentando la capacità di concentrazione. Secondo il dottor Charlie Fantechi, psicologo clinico e psicoterapeuta esperto in ipnosi, “il nostro sistema nervoso non è progettato per gestire una quantità così elevata di input”. Questo bombardamento costante esaurisce le risorse attentive, ma l’ipnosi clinica emerge come una soluzione per il recupero della concentrazione. Fantechi chiarisce che “l’ipnosi non implica controllo della mente, ma un processo di focalizzazione e rilassamento guidato”, un metodo utile per silenziare il rumore mentale e ritrovare un equilibrio interiore più stabile.
Tre pratiche quotidiane per il benessere mentale
Per mitigare gli effetti della vita digitale, il dr. Charlie Fantechi suggerisce alcune strategie concrete di autoregolazione mentale. La prima è la disconnessione programmata, ovvero stabilire momenti quotidiani privi di dispositivi per ridurre l’affaticamento mentale. Seguono gli esercizi di focalizzazione guidata, basati su respirazione e visualizzazione per stabilizzare l’attenzione su un singolo stimolo. Infine, i gesti di consapevolezza permettono di rompere gli automatismi nell’uso dello smartphone attraverso piccole pause respiratorie. Come sottolineato dall’esperto in conclusione, “recuperare la concentrazione non è un lusso, ma una forma di tutela della salute mentale”.
A cura di Viola Bianchi
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