Una tecnologia rivoluzionaria presentata a Torino promette di trasformare l’assistenza ai neonati più fragili migliorando la qualità del nutrimento donato
Durante il X Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), svoltosi a Torino presso l’Aula delle Nuove Biotecnologie in piazza Nizza 44 bis, è stato presentato Lo.V.Milk (Low Volumes Milk Pasteurizer). Questo innovativo macchinario per la pastorizzazione di ridotti quantitativi di latte umano è il risultato di un brevetto condiviso tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Università di Torino e l’impresa Giada S.a.S.. Attualmente, la Banca del Latte degli Ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino rappresenta l’unica eccellenza sanitaria in Italia a utilizzare tale dispositivo, donato dall’associazione Piccoli Passi e dalla Fondazione Venesio. L’evento, conclusosi il 17 aprile, ha permesso a medici e ricercatori di discutere le evoluzioni delle Banche del Latte Umano Donato, specialmente in vista del giugno 2027, quando il latte donato sarà ufficialmente classificato come tessuto dalla normativa europea.
Una rivoluzione tecnologica per la nutrizione neonatale
Per i piccoli pazienti ricoverati in Terapia Intensiva e Patologia Neonatale, il latte umano donato funge da autentico farmaco salvavita qualora il nutrimento della madre biologica non sia sufficiente. Il sistema Lo.V.Milk sfrutta la tecnica High Temperature Short Time (HTST), che prevede un trattamento a 72°C per 15 secondi. Questa metodologia consente di preservare proprietà nutrizionali, bioattività e digeribilità in modo superiore rispetto alla tradizionale pastorizzazione Holder, mantenendo comunque i massimi standard di sicurezza microbiologica. Laura Cavallarin, ricercatrice del CNR-ISPA, e Alessandra Coscia, docente dell’Università di Torino e Direttrice della Neonatologia Universitaria al Sant’Anna, hanno dichiarato: “Il nostro obiettivo era mettere a disposizione delle Banche del Latte Umano Donato una tecnologia che potesse garantire la sicurezza microbiologica del latte umano donato preservandone al massimo la qualità. Con Lo.V.Milk riduciamo drasticamente l’impatto del trattamento di pastorizzazione, preservando maggiormente fattori protettivi e bioattivi del latte. Il risultato è un latte donato più simile a quello materno fresco, più digeribile e biodisponibile”. Dell’applicazione pratica del dispositivo hanno discusso anche Paola Tonetto (AIBLUD), Marzia Giribaldi (CNR ISPA), Elisabetta Punziano (OIRM Sant’Anna) e Roberto Rossi (Labor Baby S.r.l.) in un workshop dedicato presso l’Ospedale Sant’Anna.
Il nuovo quadro normativo europeo e il latte come tessuto
Il congresso ha affrontato il recepimento del regolamento europeo sugli Standards of Quality and Safety for Substances of Human Origin (SoHO), apparso in Gazzetta Ufficiale il 17 luglio 2024. Dal giugno 2027, il latte umano donato sarà considerato un tessuto al pari di organi e sangue, un mutamento che richiederà un adeguamento strutturale per le 44 Banche italiane. Il Prof. Enrico Bertino di AIBLUD ha osservato: “La nuova normativa porterà possibili criticità, come la necessità di adeguare i locali e le apparecchiature a standard più restrittivi che richiederanno risorse adeguate. L’applicazione della nuova legislazione consentirà tuttavia, in Italia e in Europa, una distribuzione più uniforme delle Banche e un’attivazione in rete delle loro attività. Contribuirà inoltre a migliorare e uniformare la qualità e la sicurezza del latte umano donato. Un altro punto importante è che la definizione del latte umano donato come tessuto lo proteggerà dalla commercializzazione, pratica diffusa ad esempio negli Stati Uniti”. Al dibattito hanno preso parte esperti come il Dott. Guido Moro, la Dott.ssa Paola Tonetto, il Prof. David Lembo e rappresentanti del Ministero della Salute, con l’intento di costruire una rete di donazione omogenea su scala nazionale.
Sfide per l’accesso equo e il futuro delle banche in Italia
Secondo una ricerca di AIBLUD pubblicata su Nutrients, l’accesso al latte umano donato in Italia è ancora limitato: solo il 36% nel 2023 e il 34% nel 2024 dei neonati sotto i 1500 grammi (che sono oltre 3000 all’anno) riesce a usufruirne. La presenza delle BLUD è inoltre sbilanciata, con carenze significative nel Sud e in alcune regioni. Per risolvere queste disparità, è attivo il progetto IMAGINE-HMB (Programma EU4Health), coordinato dall’EMBA, che mira a stabilire Linee Guida europee per uniformare l’attività delle banche. L’equità nella distribuzione del latte umano donato è considerata una priorità di salute pubblica per garantire protezione ai neonati più vulnerabili in tutto il territorio, superando le attuali disuguaglianze regionali.
A cura della Redazione
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