Tra esperienze reali, cifre concrete e riflessioni personali
Accesso al credito universitario: cosa cambia per gli studenti
Il dibattito sull’accesso al credito per finanziare percorsi universitari o master torna al centro dell’attenzione. L’Economia de Il Corriere della Sera ha approfondito i prestiti ad honorem, strumenti pensati per studenti brillanti e capaci, vincolati però a un tetto massimo di reddito familiare. L’obiettivo è supportare chi dimostra talento e risultati accademici, ma non dispone delle risorse necessarie per affrontare i costi sempre più elevati dell’istruzione superiore.
Prestiti d’onore: come funzionano e quali vantaggi offrono
Gli studenti possono ottenere importi fino a 75mila euro, destinati a pagare rette universitarie, master o corsi specialistici. A differenza di un normale mutuo, lo studente versa solo gli interessi durante gli studi e subito dopo la laurea, rimandando il rimborso del capitale a un momento successivo, quando il reddito diventa più stabile. Questo permette di alleggerire la pressione economica nella fase iniziale della carriera e affrontare il percorso formativo senza stress finanziario immediato.
Il piano di rimborso offre flessibilità: alcuni studenti possono restituire il capitale fino a 30 anni, con rate più basse e sostenibili, pur aumentando gli interessi complessivi. Questo sistema riduce il rischio che il debito ostacoli l’ingresso nel mondo del lavoro.

Milano: numeri significativi e certificazioni di merito
Negli ultimi tre anni, a Milano, gli studenti hanno richiesto circa 3.000 certificazioni del merito, necessarie per accedere ai prestiti d’onore, pari al 15% del totale nazionale. Il dato rivela una doppia realtà: da una parte cresce l’interesse per questo strumento, dall’altra la diffusione rimane limitata.
Alla Statale di Milano, con 60 mila iscritti, solo 120 studenti hanno presentato domanda nel 2020/21. Al Politecnico le richieste hanno raggiunto 554, alla Bocconi 358. La Cattolica, che dal 2004 gestisce una linea di credito garantita, ha stanziato fino a 13 milioni di euro.
Secondo Habacus, società che elabora certificazioni di merito dal 2019, sono state emesse 20.000 certificazioni in tre anni, di cui il 70% per studenti universitari e il resto per candidati a ITS o corsi Afam, con Milano che rappresenta il 15%. A livello nazionale, i prestiti d’onore concessi ogni anno si mantengono bassi: circa 660 prestiti su un bacino di quasi 1,8 milioni di iscritti.
La storia di Marco Cucuzza: un prestito che apre strade
Marco Cucuzza, 29 anni, architetto e ingegnere laureato al Politecnico di Milano, racconta di aver ottenuto un prestito d’onore di 15.000 €, che gli ha permesso di partecipare a viaggi studio decisivi per la sua carriera. Racconta:
«Quasi non ci credevo quando ho visto quei soldi sul mio conto corrente… Con quei 15.000 € ho partecipato ai viaggi studio… e così ho dato un’accelerata alla mia carriera futura».
Marco ha rimborsato la somma in otto anni, con rate mensili di circa 200 €, mentre lo stipendio iniziale superava di poco i 1.000 €. Ammette:
«Sono circa 200 euro al mese e su uno stipendio poco superiore ai 1.000… non resta molto per vivere a Milano».
Offerte delle banche: opportunità concrete e vincoli
Alcune banche italiane offrono prestiti d’onore fino a 75.000 €, coprendo rette universitarie, alloggio, libri, stage e master, con possibilità di un periodo di grazia prima del rimborso.
Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 400 milioni di euro a quasi 30.000 studenti negli ultimi cinque anni, richiedendo solo la regolarità degli studi come garanzia.
UniCredit propone il prestito “Ad Honorem” attraverso convenzioni con Bocconi, Luiss, Politecnico, Università di Bologna, Johns Hopkins, MIB, con importi fino a 27.700 €, un periodo di grazia di due anni e rimborso dilazionabile fino a 15 anni. La Insubria ha accordi con UniCredit per prestiti fino a 24.000 € per studenti in sede e 30.000 € per fuori sede, senza garanzie patrimoniali, aprendo conti correnti agli studenti meritevoli.
Opinioni dal web: speranze, preoccupazioni e limiti
Le discussioni online mostrano una percezione mista dei prestiti d’onore. Uno studente racconta di aver ottenuto 75.000 € da Intesa Sanpaolo, ma fatica a trovare ulteriori fondi per completare il percorso.
Un utente, ammesso a un master estero da 25.000 € l’anno, commenta:
«In Italia l’unico programma adeguato mi sembra essere Intesa per Merito, che fornisce fino a 50 k che andranno poi sostituiti a partire da due anni dopo la laurea».
Altre preoccupazioni riguardano la restituzione del prestito. Una studentessa di Medicina sottolinea:
«Essere in pari è un requisito essenziale per continuare ad ottenere il finanziamento», riferendosi alle condizioni imposte da Intesa Sanpaolo. Alcuni utenti preferiscono borse di studio o rette universitarie più basse per evitare un indebitamento precoce.
Prestiti d’onore: un’opportunità che richiede consapevolezza
I prestiti d’onore stanno crescendo in Italia, ma restano meno diffusi rispetto ad altri Paesi. Milano mostra numeri in aumento sia nelle certificazioni di merito che nelle domande effettive. Le esperienze personali evidenziano quanto un piccolo supporto economico possa cambiare i primi passi della carriera. Tuttavia, permangono limiti evidenti: stipendi bassi per neolaureati, condizioni stringenti per il rimborso e necessità di migliore informazione.
Se strutturato correttamente, il prestito d’onore può diventare una leva concreta per l’autonomia educativa, richiedendo però equilibrio, cultura finanziaria e trasparenza per trasformarlo in opportunità reale, senza gravare sul futuro.
