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Dopo la maturità, il futuro resta un’incognita

L’orientamento scolastico, dopo la riforma legata al PNRR, mostra segnali positivi, ma resta ancora molto da migliorare. Secondo due Osservatori curati da Gi EDU insieme a Skuola.net e alla Fondazione ANP (Associazione Nazionale Presidi), un maturando su due continua a giudicare poco utili le attività di orientamento. Solo il 3% dei dirigenti scolastici considera i propri docenti adeguatamente preparati ad accompagnare gli studenti in questo passaggio cruciale.

Alla domanda “Cosa fare dopo l’esame di maturità?”, solo il 29% dei diplomati afferma di avere le idee chiare sul futuro. L’Osservatorio Giovani e Orientamento, condotto da Skuola.net in collaborazione con Gi EDU, ha raccolto il parere di 1.000 neodiplomati. I dati rivelano una parziale inversione di tendenza: più studenti hanno maggiore consapevolezza rispetto al 2023 e si riduce la paura di finire tra i NEET, giovani che non studiano e non lavorano. La Fondazione Gi Group ha persino creato un laboratorio permanente, Dedalo, per monitorare costantemente il fenomeno.

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L’ultima riforma, entrata in vigore nel 2023, introduce 30 ore annue di attività di orientamento obbligatorie per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Nonostante ciò, molti istituti si limitano ancora a incontri informativi, spesso poco concreti. Una ricerca di Gi EDU con Fondazione ANP conferma che 9 presidi su 10 descrivono attività generiche e non strutturate. Cresce comunque il ricorso a professionisti esterni: il 68,2% delle scuole collabora con imprese, enti di formazione e agenzie per il lavoro.

Le aspettative degli studenti restano però diverse: quasi 9 su 10 chiedono esperienze pratiche, visite in aziende, incontri con esperti e stage. Il divario tra ciò che le scuole offrono e ciò che i giovani desiderano rimane evidente, con oltre la metà dei maturandi che considera l’orientamento inefficace.

Secondo Alessandro Nodari, Candidate Management & Employer Branding Senior Director di Gi Group, la riforma ha riacceso l’attenzione sul tema, ma rimangono limiti significativi. Molti docenti necessitano di competenze più specifiche e di strumenti adeguati. Nodari sottolinea che “serve il supporto di professionisti per guidare i ragazzi verso scelte consapevoli, in grado di influire sul loro futuro personale e lavorativo”. In questa direzione, la collaborazione tra scuole ed esperti esterni appare decisiva per rendere l’orientamento realmente efficace.

A cura di Davide Cannata

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