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Allarme giovani: ecco cosa fanno di nascosto nelle loro stanze

La Relazione al Parlamento 2026 mette in luce un quadro sempre più complesso del disagio giovanile in Italia, dove alle dipendenze tradizionali si affiancano comportamenti digitali compulsivi. La fotografia restituita dagli analisti descrive una generazione costantemente connessa ma allo stesso tempo isolata, divisa tra l’illusione del guadagno rapido e la protezione offerta dagli schermi domestici. Accanto al consumo di alcol e sostanze stupefacenti, emergono con forza problematiche legate all’uso eccessivo delle piattaforme online e a forme di isolamento sociale sempre più diffuse.

Secondo il rapporto, i canali digitali hanno trasformato abitudini apparentemente innocue in vere e proprie trappole psicologiche per i minorenni, modificando profondamente le modalità di relazione e di intrattenimento. Questo scenario evidenzia una crescita significativa delle dipendenze digitali, che si affiancano a nuove fragilità emotive e sociali.

Il gioco d’azzardo registra numeri senza precedenti tra gli studenti italiani: circa 1 milione e 600mila ragazzi, pari al 64%, dichiarano di aver puntato denaro almeno una volta. Nell’ultimo anno, i giocatori abituali sfiorano quota un milione e mezzo, con una preferenza per strumenti come Gratta&Vinci e scommesse sportive.

Se da un lato tabaccherie e sale scommesse continuano ad attirare, dall’altro cresce in modo marcato il ricorso al digitale. Nel 2025 il 14% degli studenti ha utilizzato siti di gambling online, confermando una forte transizione verso il gioco virtuale. All’interno di questo contesto, il 7,1% degli utenti viene considerato a rischio, mentre il 5,2% rientra tra i giocatori problematici.

L’impatto della tecnologia si riflette anche nella gestione del tempo: aumenta il numero di adolescenti che sviluppano un rapporto patologico con internet, sacrificando il sonno e le relazioni sociali pur di restare connessi. I genitori segnalano episodi frequenti di irritabilità e aggressività verbale quando viene impedito l’accesso alla rete. In questo quadro, il cyberbullismo registra un lieve calo, passando dal 47% al 45%, ma continua a coinvolgere circa 1 milione e 120mila studenti.

Anche la dipendenza da videogiochi mostra una riduzione, scendendo dal 17% al 15%, con una prevalenza tra i ragazzi. Tuttavia, dietro questo dato si intravede un fenomeno più critico legato all’isolamento domestico.

Il fenomeno Hikikomori si conferma radicato nel contesto sociale italiano. Nel 2025 il 2,1% degli studenti, oltre 50mila giovani, ha abbandonato ogni forma di socialità e la frequenza scolastica per più di sei mesi. Un ulteriore 2,5% si trova in una condizione definita pre-Hikikomori, caratterizzata da isolamento prolungato per almeno tre mesi.

Le cause principali sono riconducibili a disagio psicologico, difficoltà relazionali e tensioni familiari, aggravate dalla pressione sociale e dalla paura del giudizio. In questo contesto, la stanza da letto diventa un rifugio protetto, mediato esclusivamente dalla presenza dello schermo digitale.

Parallelamente, resta elevata la diffusione delle sostanze stupefacenti tra i giovani. Nella fascia 15-19 anni, il 26% ha fatto uso di sostanze psicoattive illegali nel 2025, segnando un aumento rispetto all’anno precedente. La cannabis cala dal 21% al 18%, mentre cocaina e allucinogeni salgono entrambe all’1,9%. Gli psicofarmaci senza prescrizione scendono dal 12% all’11%, indicando una lieve inversione di tendenza.

Il quadro complessivo evidenzia la necessità di strategie educative integrate per affrontare una polidipendenza generazionale sempre più articolata e diffusa.

A cura di Viola Bianchi
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