Un approccio personalizzato al movimento riduce dolore, infiammazione e stress, migliora energia, sonno e qualità della vita nelle donne con endometriosi, adattando ogni allenamento ai sintomi e alle diverse fasi della patologia
In occasione della Giornata mondiale dell’endometriosi, adottare un metodo consapevole, graduale e su misura nel fitness aiuta concretamente a gestire dolore e infiammazione in modo più efficace.
Il 28 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’endometriosi, una patologia cronica che coinvolge milioni di donne nel mondo e che, anche in Italia, interessa una quota significativa della popolazione femminile in età fertile. Questa condizione provoca spesso dolore pelvico persistente, forte senso di stanchezza e una variabilità molto ampia dei sintomi, con un impatto diretto e rilevante sulla qualità della vita quotidiana.
In passato molte donne evitavano l’attività fisica per timore di peggiorare il dolore. Oggi, invece, numerosi specialisti riconoscono che un movimento studiato e adattato rappresenta un valido supporto per il benessere, soprattutto in presenza di infiammazioni croniche addominali.
Maria Sole Barbieri, personal trainer e fondatrice di MSB Training, chiarisce un concetto fondamentale: “Endometriosi e allenamento possono convivere, ma ogni persona presenta caratteristiche e reazioni diverse”.
Sottolinea inoltre: “Quando il dolore resta sotto controllo, il movimento diventa un alleato concreto e non un ostacolo”.
Come il corpo reagisce durante l’allenamento
L’endometriosi modifica il modo in cui il corpo risponde allo sforzo fisico. L’infiammazione cronica e il dolore pelvico portano spesso a sviluppare un pavimento pelvico iperattivo, con muscoli costantemente contratti come forma di protezione.
Questa tensione continua aumenta rigidità e fastidio nel tempo. Il corpo reagisce anche modificando la postura: cresce l’antiversione del bacino, si accentua la curva lombare e diminuisce la mobilità naturale della zona pelvica.
Maria Sole Barbieri evidenzia un aspetto importante: “A parità di allenamento il corpo accumula più fatica e tensione”.
Per questo motivo serve evitare carichi eccessivi ed esercizi che aumentano troppo la pressione addominale, come crunch intensi o plank spinti al limite.
Allenare l’addome richiede controllo, coordinazione e consapevolezza del movimento, non solo forza muscolare. Lavorare sulla respirazione diaframmatica e sulla gestione del core aiuta a migliorare stabilità e benessere.
I benefici del movimento sul dolore
Quando il dolore resta gestibile, l’attività fisica produce effetti positivi anche dal punto di vista fisiologico. L’allenamento aerobico e il lavoro di forza moderato stimolano la produzione di sostanze anti-infiammatorie e migliorano la risposta del sistema immunitario.
Questi effetti contribuiscono nel tempo a ridurre la percezione del dolore. Inoltre, il movimento favorisce il rilascio di endorfine, migliorando l’umore e riducendo ansia e tensione emotiva.
L’attività fisica costante aiuta a gestire meglio il dolore cronico e migliora il benessere mentale.
I miglioramenti nella vita quotidiana

Un programma di allenamento adeguato porta benefici concreti e duraturi. Tra i risultati più evidenti si trovano:
- aumento dell’energia durante la giornata
- miglioramento della qualità del sonno
- maggiore mobilità e libertà nei movimenti
- riduzione dello stress
La componente psicologica gioca un ruolo centrale. Chi convive con dolore cronico deve accettare che la continuità non segue sempre un andamento regolare.
Maria Sole Barbieri spiega chiaramente: “Nei momenti difficili gli obiettivi devono riguardare il benessere e non l’estetica”.
Aggiunge inoltre: “Muoversi meglio e ridurre i giorni bloccati dal dolore rappresenta già un grande successo”.
Allenarsi anche con intensità ridotta nei giorni più complessi rappresenta comunque un risultato importante.
Quali attività scegliere in base ai sintomi
La scelta dell’allenamento dipende sempre dall’intensità del dolore e dalla fase della condizione. Alcune attività risultano particolarmente adatte:
- camminata a ritmo moderato
- cyclette
- nuoto leggero
Quando i sintomi diminuiscono, si può introdurre anche il lavoro di forza con esercizi mirati: carichi moderati, tecnica precisa e movimenti controllati.
Meglio concentrarsi su glutei, schiena, spalle e anche, evitando un sovraccarico sull’addome.
Durante le fasi più dolorose, conviene puntare su esercizi dolci, mobilità e respirazione per mantenere il corpo attivo senza stressarlo.
Tre esercizi utili nella routine quotidiana
Quando il dolore resta sotto controllo, alcuni esercizi semplici aiutano a migliorare mobilità e stabilità.
Mobilità lombare e pelvica
In posizione a quattro appoggi, alterna lentamente retroversione e antiversione del bacino, coordinando il movimento con il respiro.
Bridge per i glutei
Sdraiata con ginocchia piegate, solleva il bacino fino ad allineare spalle e anche, mantenendo addome rilassato.
Clamshell laterale
Sdraiata su un fianco, solleva il ginocchio superiore mantenendo i piedi uniti per attivare il gluteo medio e stabilizzare il bacino.
Movimento e ascolto del proprio corpo
La gestione dell’endometriosi richiede un approccio completo e personalizzato. Il movimento rappresenta uno strumento efficace, ma richiede attenzione, gradualità e ascolto costante.
Maria Sole Barbieri conclude: “Personalizzare l’allenamento e ascoltare il proprio corpo permette di trasformare il movimento in un vero alleato quotidiano”.
A cura della Redazione
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