Dalle storiche collaborazioni con Fellini e Pratt fino agli incredibili progetti futuri per il 2026, scopriamo l’incredibile evoluzione artistica di Milo Manara
Il celebre fumettista Milo Manara, nato a Luson il 12 settembre 1945, rappresenta oggi una delle figure più autorevoli dell’illustrazione internazionale. La sua carriera, iniziata alla fine degli anni ’60, si è distinta per una straordinaria capacità di fondere narrazione visiva, eleganza formale e una profonda sensualità. Dai primi lavori che mescolavano erotismo e genere poliziesco, l’artista è approdato negli anni ’70 a collaborazioni di rilievo con il Corriere dei Ragazzi. In questa fase, ha firmato opere di impegno civile come Un fascio di bombe, lavorando sui testi di Alfredo Castelli e Mario Gomboli, per poi evolvere verso uno stile più autoriale grazie al sodalizio con Silverio Pisu, con cui ha dato vita a personaggi come Lo Scimmiotto e Alessio.
La consacrazione internazionale e le collaborazioni leggendarie

Il punto di svolta definitivo arriva nel 1978 con la creazione di Giuseppe Bergman, un protagonista avventuroso che ha permesso a Milo Manara di esplorare tematiche filosofiche e scenari onirici. Tuttavia, è nei primi anni ’80 che raggiunge il successo globale con Il Gioco, opera che ha ridefinito i canoni del fumetto erotico grazie a un tratto grafico impeccabile. Questo talento cristallino lo ha portato a collaborare con giganti della cultura, come l’amico Hugo Pratt, per il quale ha illustrato capolavori quali Tutto ricominciò con un’estate indiana ed El Gaucho. Non meno importante è stato il legame con Federico Fellini, iniziato nel 1987, che ha prodotto sogni illustrati come Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet, oltre alla creazione dell’iconica Miele, protagonista di Il profumo dell’invisibile e Candid Camera.
Versatilità artistica tra letteratura e grandi brand
L’estro di Milo Manara si è espresso anche nella reinterpretazione di classici letterari come Gulliveriana, Kamasutra e L’asino d’oro, senza mai trascurare l’attualità sociale in storie come Rivoluzione e Tre ragazze nella rete. La sua firma è diventata prestigiosa anche nel mondo della comunicazione multimediale e pubblicitaria, lavorando per marchi di fama mondiale come Chanel, Lavazza, Yamamay, Sisley e Fastweb. Come illustratore, ha spaziato dai manifesti cinematografici per Robert Altman e Lina Wertmüller alle copertine discografiche per artisti del calibro di Lucio Dalla, Riccardo Cocciante ed Enzo Avitabile. Nel 2022 ha realizzato un murale per l’Università di Padova e nel 2023 ha curato scene e costumi per il Così Fan Tutte diretto da Stefano Vizioli.

Il prestigio mondiale e i progetti futuri
Riconosciuto ovunque, Milo Manara ha collaborato con colossi americani come Marvel Comics, lavorando con Chris Claremont su X-Men: Ragazze in fuga, e con la DC Comics insieme a Neil Gaiman. Tra i suoi lavori più imponenti figurano l’epopea de I Borgia, scritta da Alejandro Jodorowsky, e la biografia di Caravaggio divisa nei volumi La Tavolozza e la spada e La Grazia. Dopo aver celebrato cinquant’anni di carriera ad Angoulême nel 2019 e aver pubblicato l’autobiografia A Figura Intera nel 2021, l’artista è stato omaggiato nel 2025 alla Mostra del Cinema di Venezia con un documentario di Valentina Zanella per i suoi ottant’anni. Attualmente è focalizzato sulla versione a fumetti de Il Nome della Rosa di Umberto Eco e su una futura collaborazione con Frank Miller nell’universo di Sin City prevista per il 2026.
