Salmone ph Pixabay

Inchiesta sui mangimi del salmone: le novità che non leggi in etichetta

Nonostante il salmone figuri tra i pesci più consumati, in pochi si interrogano su quale sia il suo nutrimento prima che arrivi in tavola. Secondo un’indagine del Financial Times, alcuni importanti produttori europei di salmone d’allevamento stanno inserendo nei mangimi diversi sottoprodotti dell’industria avicola, come farine e oli derivati dal pollo.

La ragione principale della svolta riguarda i costi e la disponibilità: le risorse tradizionali utilizzate per l’alimentazione, ovvero la farina e l’olio di pesce selvatico, stanno diventando sempre più onerose e difficili da reperire. Benché si tratti di una pratica del tutto consentita dalla legge, esiste un fattore che fa riflettere: le etichette non hanno alcun obbligo di specificare se il pesce sia stato nutrito anche con ingredienti di origine avicola.

Questo fatto non significa in maniera automatica che il prodotto risulti pericoloso o di scarsa qualità. Dichiara tuttavia quanto sia importante conoscere quello che mangiamo, soprattutto quando le informazioni reperibili non illustrano la totalità della filiera. In conclusione, come ricordato nell’inchiesta, «fare scelte alimentari consapevoli non significa avere paura del cibo, ma sapere cosa portiamo in tavola».

A cura della redazione

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