La Commissione europea ritiene che alcune funzionalità di Instagram e Facebook possano favorire un utilizzo compulsivo dei social network e compromettere il benessere psicofisico degli utenti, con particolare attenzione ai minori e alle persone più vulnerabili. Se le conclusioni preliminari verranno confermate, Meta potrebbe ricevere una sanzione superiore ai 10 miliardi di euro
La Commissione europea ha intensificato il controllo sulle grandi piattaforme digitali e ha comunicato le proprie conclusioni preliminari nell’indagine che riguarda Meta. Secondo la valutazione dell’esecutivo europeo, il design di Instagram e Facebook potrebbe incoraggiare comportamenti di utilizzo compulsivo, con possibili conseguenze sul benessere fisico e mentale degli utenti. L’inchiesta si concentra in particolare sulla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, categorie che possono subire maggiormente gli effetti di un uso eccessivo dei social network.
La procedura rientra nell’applicazione del Digital Services Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme online precisi obblighi in materia di gestione dei rischi sistemici e di tutela degli utenti. Secondo la Commissione, alcuni elementi del funzionamento dei social potrebbero favorire una permanenza prolungata sulle piattaforme e ridurre la capacità degli utenti di interrompere spontaneamente la navigazione.
Scorrimento infinito e notifiche sotto osservazione
L’indagine prende in esame diverse funzionalità ormai presenti nella maggior parte delle piattaforme digitali. Tra queste figurano lo scorrimento infinito dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati, che selezionano i contenuti in base agli interessi e alle abitudini di navigazione degli utenti.
Secondo la valutazione preliminare della Commissione europea, queste caratteristiche possono indurre il cervello umano a funzionare in una sorta di “modalità pilota automatico”, favorendo un utilizzo definito “compulsivo” dei social network. Per Bruxelles proprio questi meccanismi potrebbero aumentare il rischio di dipendenza digitale e compromettere il benessere psicologico delle persone, soprattutto dei più giovani.
L’Unione europea considera quindi necessario verificare se la progettazione delle piattaforme rispetti pienamente gli obblighi previsti dal Digital Services Act e garantisca un livello adeguato di protezione per gli utenti.
Una sanzione che potrebbe superare i 10 miliardi di euro
Le conclusioni diffuse dalla Commissione rappresentano una fase preliminare del procedimento e non costituiscono ancora una decisione definitiva. Se però l’esecutivo europeo confermerà la violazione del regolamento, Meta potrebbe ricevere una delle sanzioni più elevate mai previste dalla normativa europea per una piattaforma digitale.
Il Digital Services Act prevede infatti multe fino al 6% del fatturato mondiale annuo della società interessata. Considerando i ricavi registrati da Meta nel 2025, pari a 200,97 miliardi di dollari, la sanzione potrebbe raggiungere circa 10,55 miliardi di euro.
L’importo dimostra la volontà dell’Unione europea di rafforzare il controllo sulle grandi aziende tecnologiche e di garantire un ambiente digitale più sicuro, soprattutto per i minori e per gli utenti maggiormente esposti ai rischi derivanti da un utilizzo prolungato dei social network.
Il procedimento continua con il diritto alla difesa
L’indagine nasce dal procedimento avviato il 16 maggio 2024 per verificare la conformità di Meta alle disposizioni del Digital Services Act. Dopo la comunicazione delle conclusioni preliminari, la società può consultare tutta la documentazione raccolta durante l’istruttoria ed esercitare il proprio diritto alla difesa presentando osservazioni e chiarimenti.
Solo dopo questa fase la Commissione europea potrà decidere se confermare le contestazioni oppure modificare la propria valutazione. L’esito del procedimento potrebbe rappresentare un precedente significativo anche per le altre grandi piattaforme digitali che operano nel mercato europeo.
La risposta di Meta: nuove tutele per gli adolescenti
Meta ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione e sostiene di avere già introdotto numerose misure per aumentare la sicurezza degli utenti più giovani.
“Non concordiamo con questi risultati preliminari, che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti. Da quando è stata avviata questa indagine, abbiamo lanciato gli account per teenager, che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo, consentendo loro di bloccare l’accesso a Instagram di notte e di limitare il tempo di utilizzo giornaliero a soli 15 minuti. Questi limiti di tempo non possono essere modificati né ignorati dagli utenti di età inferiore ai 16 anni. Condividiamo l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo.”
L’azienda richiama quindi gli account dedicati agli adolescenti, i controlli parentali e i limiti automatici sul tempo di utilizzo come strumenti concreti per proteggere i minori. Secondo Meta, queste iniziative dimostrano l’impegno nel rendere le piattaforme più sicure e nel collaborare con le istituzioni europee.
Il confronto tra la Commissione europea e Meta entra ora in una fase decisiva. La decisione finale potrà incidere non soltanto sul futuro della società guidata da Zuckerberg, ma anche sulle modalità con cui le principali piattaforme digitali progetteranno le proprie funzionalità negli anni a venire, con l’obiettivo di conciliare innovazione tecnologica, tutela della salute mentale e protezione degli utenti.
A cura della Redazione
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