Mamme attenzione a far bere dalle fontanelle i vostri figli

Altroconsumo, la più grande organizzazione di consumatori indipendenti in Italia, ha condotto un’indagine sulla presenza di TFA (acido trifluoroacetico), un composto appartenente alla famiglia dei PFAS, nelle acque potabili di diverse fontanelle pubbliche. I test sono stati eseguiti tra il 31 marzo e il 9 aprile 2025 in alcune località del Centro e Nord Italia, inclusi Milano, Torino, Firenze e Sondrio.

“In un quarto dei campioni analizzati sono stati rilevati valori oltre la soglia di legge di 500 ng/l”, evidenzia Altroconsumo. Il valore più alto è stato registrato a Torino, presso la casa dell’acqua in piazza Galimberti, con 920 ng/l, mentre il più basso è stato rilevato a Milano in piazza Duca d’Aosta, con 274 ng/l.

La ricerca ha incluso 15 campioni provenienti da fonti pubbliche in città e comuni montani dove si imbottigliano acque minerali già testate da Altroconsumo a maggio 2025. A Torino, due campionamenti nella stessa piazza hanno mostrato differenze: la casa dell’acqua gestita da SMAT ha mostrato il valore più alto, mentre la fontanella pubblica poco distante ha registrato un valore inferiore ma ancora elevato (840 ng/l). Questo suggerisce che anche il sistema di refrigerazione possa influire sulla presenza di TFA.

bambino beve da fontanella
PH FP

In totale, sei campioni hanno superato il limite stabilito dal Decreto legislativo 18/2023. Oltre a Torino, tra i valori più elevati troviamo Firenze (880 ng/l), Paesana (850 ng/l), Luserna San Giovanni (590 ng/l) e Valdisotto (530 ng/l).

Altroconsumo ha lanciato una petizione rivolta al Governo per sostenere la proposta dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) di limitare l’uso dei PFAS. L’organizzazione chiede anche al Parlamento di includere il TFA tra i PFAS regolati, applicando lo stesso limite massimo. La richiesta è in linea con le azioni intraprese da Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Danimarca.

Le analisi evidenziano la necessità di regolamentazioni specifiche e tempestive. La presenza diffusa del TFA nel ciclo idrico, sia in bottiglia che nei rubinetti, solleva serie preoccupazioni per la salute e l’ambiente. Altroconsumo continuerà a monitorare e sollecitare trasparenza, con l’obiettivo di garantire a tutti un accesso sicuro all’acqua potabile.

A cura di Viola Bianchi

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