Ecco quali sono i percorsi di laurea triennale che battono persino la concorrenza del settore tecnologico, assicurando un futuro solido e gratificante
L’ultimo report del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea descrive un contesto occupazionale vivace e capace di adattarsi rapidamente. In Italia esiste un solo percorso universitario di primo livello che consente un ingresso veloce nel mondo del lavoro senza necessità di ulteriori specializzazioni: quello delle professioni sanitarie, che garantisce tassi di occupazione nettamente superiori rispetto alle altre facoltà.
I mutamenti demografici e il progressivo invecchiamento della popolazione continuano a sostenere la richiesta di servizi sanitari. Gli esperti sottolineano come l’intelligenza artificiale non sia in grado di sostituire la componente empatica e operativa dell’assistenza, assicurando così stabilità occupazionale anche nel lungo periodo.
Numeri da record per i laureati
Le elaborazioni del professor Angelo Mastrillo dell’Università di Bologna, diffuse da Skuola.net, evidenziano risultati eccezionali per i laureati del 2024. Su 18.957 professionisti con laurea triennale nelle professioni sanitarie, l’87,9% risulta occupato a un anno dal titolo. Il dato cresce del 3,1% rispetto all’anno precedente e rappresenta il valore più alto degli ultimi diciotto anni, superando anche il precedente record del 2007 pari all’87,0%.
Il confronto con gli altri percorsi universitari mette in luce un divario rilevante: la media nazionale si ferma al 48,9%, mentre anche ambiti in espansione come informatica e digitale registrano un incremento limitato allo 0,8%, confermando il vantaggio competitivo del settore sanitario.
I profili più richiesti e la distribuzione territoriale
Podologi e igienisti dentali si posizionano ai vertici delle professioni più richieste. Nel dettaglio, gli infermieri restano una figura centrale, ma la crescita riguarda numerosi profili specialistici. L’area Infermieristica e Ostetricia raggiunge l’89,1% di occupazione, mentre riabilitazione e area tecnica si attestano rispettivamente all’88,5% e all’84,9%.
I podologi guidano la classifica con il 91,1%, seguiti dagli igienisti dentali al 90,7% e dai fisioterapisti al 90,0%. Ottimi risultati anche per logopedisti, infermieri e tecnici ortopedici, tutti al 89,7%. Buone performance si registrano inoltre per tecnici di radiologia, terapisti occupazionali e tecnici di neurofisiopatologia. Seguono educatori professionali, infermieri pediatrici e ortottisti, mentre risultano più indietro ostetriche, tecnici della prevenzione e alcune figure come dietisti e assistenti sanitari.
Sul piano geografico, il Nord Italia è in testa con Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, ma anche il Sud mantiene livelli solidi grazie a Puglia, Sicilia, Calabria e Campania. L’elevata domanda rende i test di accesso particolarmente selettivi: a fronte di circa 37mila posti disponibili, le richieste superano le 64mila. Tra i corsi più competitivi figurano fisioterapia, logopedia e ostetricia.
A cura della redazione
Leggi anche: Gli errori invisibili che rovinano la tua pelle ogni giorno
Seguici su Instagram!
