Donna incinta ph Pixabay

Il costo della maternità: storie di sacrifici e PMA

Un vero e proprio esilio forzato lontano dai confini nazionali per poter stringere tra le braccia i propri figli: è questo il tema al centro del filmato corale promosso dall’Associazione Luca Coscioni nell’ambito dell’iniziativa “PMA per tutte”. L’obiettivo della mobilitazione è quello di garantire l’accesso ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita anche alle donne single e alle coppie di donne, superando le rigide restrizioni attualmente in vigore sul territorio nazionale.

Attraverso questo contributo audiovisivo, esattamente 14 donne hanno deciso di condividere pubblicamente il proprio percorso oltreconfine per accedere alla PMA. I loro racconti mettono a nudo i pesanti ostacoli di natura burocratica, le ingenti spese economiche e le profonde ferite personali provocate dai divieti della legge 40, il quadro normativo che impedisce a donne single e coppie di donne l’accesso a queste procedure in Italia.

Tra le storie in primo piano emerge quella di Andreina, 45 anni, originaria di Taranto e mamma a Bologna di un bambino di 3 anni e mezzo nato in Spagna: “Paghiamo le tasse in Italia, dove la natalità cala. Ma per fare figli dobbiamo pagare cliniche all’estero, dove spesso lavorano anche medici italiani.” Il peso delle trasferte e dei costi traspare nitidamente anche dall’esperienza di Alessandra, giovane mamma milanese, che ha dovuto affrontare ben 9 viaggi nell’arco di 2 anni prima di riuscire finalmente a rimanere incinta: “Io ci ho messo due anni e decine di migliaia di euro. Per fortuna ho un lavoro flessibile, che mi ha permesso di provarci più volte in Spagna. In altre circostanze, non avrei potuto permettermelo.”

Non mancano poi le testimonianze legate alla solidarietà di parenti e amici per sostenere gli esborsi economici, come il percorso di Valeria e Ilaria, residenti a Roma e madri di Ambra, le quali hanno destinato la propria lista nozze alla copertura delle spese per accedere alla PMA all’estero: “Per noi non sarebbe stato possibile senza l’aiuto della nostra famiglia e dei nostri amici”.

La diffusione del filmato giunge in un passaggio cruciale per la mobilitazione civica: la proposta di legge di iniziativa popolare ha infatti già superato la soglia di 40.000 firme, avvicinandosi rapidamente al traguardo delle 50.000 necessarie per il deposito in Parlamento. L’iniziativa punta a modificare l’articolo 5 della legge 40/2004, superando la norma che riserva l’accesso alle tecniche di PMA esclusivamente alle coppie eterosessuali coniugate o conviventi. Questa battaglia si inserisce nel solco dei risultati ottenuti negli ultimi vent’anni grazie alle sentenze della Corte costituzionale, che hanno progressivamente eliminato i divieti principali della legge 40: dalla cancellazione del limite di fecondazione di più di tre gameti alla caduta del divieto di fecondazione eterologa, fino all’accesso alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie genetiche.

Sulla necessità di un intervento legislativo si sono espresse Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna “PMA per tutte”: “Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare”. Le referenti hanno infine ribadito: “Siamo vicini al traguardo delle 50.000 firme necessarie al deposito della proposta di legge in Parlamento. La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa campagna chiediamo dunque alla politica di fare la propria parte: non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche nel nostro Paese”.

A cura della redazione

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