Le istituzioni si muovono verso una regolamentazione più severa per ridefinire i confini della sicurezza virtuale dei ragazzi
Non basta vietare l’accesso ai social ai minori: è questa la posizione espressa dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, intervenuta durante l’audizione dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni. L’incontro si inserisce nell’ambito delle indagini sull’impatto di internet e nuove tecnologie sulla salute psicofisica dei minori e sulla disabilità. *”Non sono contraria al divieto di iscriversi ai social per i minori di una certa età, ma questa limitazione da sola non è risolutiva. Abbiamo bisogno di sanzioni certe per le Big Tech inadempienti e di forti investimenti in educazione digitale”*, ha dichiarato.
Divieti, responsabilità e ruolo delle piattaforme
Riprendendo anche alcune recenti affermazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Brambilla ha ribadito che il divieto può essere uno strumento utile, purché accompagnato da misure concrete. *”Come il presidente del Consiglio – afferma l’on. Brambilla – neanch’io sono contraria al divieto di utilizzo dei social da parte dei minori di una certa età, da definire con attenta valutazione, ma sono altrettanto convinta, a maggior ragione dopo aver ascoltato in audizione i ragazzi e le ragazze dell’Unicef, che tale limitazione da sola non è risolutiva”*. Secondo la presidente, è necessario un impegno condiviso: da un lato le piattaforme digitali, chiamate a collaborare attivamente, dall’altro genitori e società, che devono assumersi la responsabilità di fronte ai danni provocati dall’iperconnessione tra i più giovani.
Educazione digitale e proposta di legge Mennuni
Accanto ai divieti, Brambilla sottolinea l’urgenza di colmare le lacune nella cultura digitale, attribuendo allo Stato il compito di intervenire con decisione. L’obiettivo è contrastare l’indifferenza e la negligenza che hanno favorito la sovraesposizione di bambini, preadolescenti e infrasedicenni ai modelli comunicativi dei social. *”Non solo divieti, dunque, ma sanzioni certe per le big Tech inadempienti e forti investimenti in educazione digitale”*. In apertura dei lavori, la presidente ha inoltre ricordato la ripresa dell’iter della proposta Mennuni presso la Commissione 8a del Senato, già esaminata dalla Commissione europea e dedicata alla tutela dei minori nello spazio digitale. *”Auspichiamo che possa essere presto approvata dal Parlamento, come più volte sollecitato nel corso delle nostre sedute”*, ha concluso.
A cura della redazione
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