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Consumi alle stelle e caldo persistente, aumentano i rischi di blackout nelle città italiane

Il caldo intenso che accompagna l’inizio dell’estate non crea soltanto problemi legati alle temperature elevate, ma porta con sé anche una crescente pressione sul sistema elettrico nazionale. In diverse zone del Paese si sono verificati blackout e interruzioni della corrente che hanno coinvolto in particolare Torino, alcune aree dell’hinterland milanese e Bergamo. Le giornate caratterizzate da temperature molto elevate e l’utilizzo costante dei sistemi di climatizzazione hanno fatto aumentare in maniera significativa la richiesta di energia, mettendo a dura prova impianti e cavi di distribuzione.

Torino rappresenta una delle città che hanno registrato i disagi più evidenti. Diversi quartieri hanno dovuto fare i conti con improvvise interruzioni della corrente. Gianluca Riu ed Emiliano Roggero, responsabili della distribuzione elettrica sul territorio, hanno spiegato che il protrarsi delle temperature superiori ai 36 gradi comporta uno stress costante per l’intera rete.

“Quest’anno i 36 o 37 gradi non durano due giorni. Sappiamo che questa situazione crea uno stress sulla rete e stiamo registrando un aumento della potenza dei prelievi”, hanno spiegato i tecnici. Gli addetti ai lavori hanno inoltre sottolineato che i guasti trovano soluzione nel giro di circa un’ora nella maggior parte dei casi, ma la richiesta energetica continua a crescere soprattutto nelle aree urbane più densamente popolate.

Tra le cause principali dell’aumento dei consumi figura il ricorso sempre più diffuso ai climatizzatori. Negli ultimi anni milioni di famiglie italiane hanno installato impianti di raffrescamento per contrastare le estati sempre più torride. Oggi oltre la metà delle abitazioni dispone di almeno un condizionatore e la presenza di questi apparecchi continua ad aumentare.

La domanda di elettricità raggiunge i livelli più elevati nelle ore centrali della giornata e provoca picchi di consumo che sottopongono la rete a uno sforzo particolarmente intenso. A San Giuliano Milanese i gestori hanno rilevato un aumento dei consumi del 38% rispetto alla settimana precedente. Anche Milano ha dovuto affrontare problemi legati ai cali di tensione, che hanno provocato l’interruzione temporanea dei lavori del Consiglio comunale e il blocco di numerosi ascensori, con conseguenti interventi dei vigili del fuoco.

L’aumento dei consumi non rappresenta l’unico fattore di rischio. Le temperature elevate incidono direttamente anche sull’efficienza delle infrastrutture elettriche. Angelo Baggini, docente di elettrotecnica all’Università di Bergamo, ha spiegato che il caldo limita la capacità dei cavi di disperdere il calore prodotto dal passaggio della corrente. Quando gli isolanti che rivestono i conduttori si deteriorano, i sistemi di sicurezza intervengono immediatamente e interrompono il circuito per evitare danni più seri.

“I guasti derivano dal cedimento dell’isolante che circonda le anime conduttrici in rame o alluminio. A quel punto, il circuito viene aperto in automatico, per questioni di sicurezza”, ha chiarito Angelo Baggini.

Secondo l’esperto, molte infrastrutture risalgono a decenni fa e nacquero in un contesto caratterizzato da esigenze energetiche molto diverse da quelle attuali. La diffusione capillare dei condizionatori e il cambiamento climatico hanno modificato profondamente gli scenari di riferimento.

Quando un guasto interessa una linea elettrica, i tecnici devono individuare il punto critico e sostituire le componenti danneggiate per ristabilire il servizio. Tuttavia, il rinnovamento della rete richiede risorse economiche consistenti e tempi lunghi, soprattutto perché molte infrastrutture si trovano sotto il manto stradale e ogni intervento richiede lavori complessi.

Angelo Baggini ha evidenziato che non esistono soluzioni immediate per affrontare un fenomeno che gli operatori monitorano da anni.

“È un problema che si sta affrontando da oltre un decennio. La soluzione non può essere immediata”, ha ricordato il docente, sottolineando la necessità di programmare investimenti costanti e di lungo periodo.

Gli esperti ritengono che episodi di questo tipo possano diventare sempre più frequenti. Le ondate di calore che caratterizzano gli ultimi anni e la crescita costante dei consumi elettrici impongono infatti nuove sfide alle infrastrutture energetiche.

Le temperature estreme non rappresentano soltanto un problema per il benessere delle persone, ma mettono in evidenza anche i limiti di reti progettate in un’epoca in cui i consumi risultavano molto più contenuti. I blackout registrati negli ultimi giorni confermano quindi la necessità di adeguare progressivamente il sistema elettrico nazionale alle nuove esigenze e alle trasformazioni del clima.

A cura della Redazione
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