Una nuova proposta normativa presentata al Senato punta a inserire il valore del rispetto reciproco tra gli indicatori ufficiali del benessere nazionale, con impatti diretti su scuole, aziende e istituzioni
Il Senato ha ospitato la presentazione del Kindness Act, il primo disegno di legge in Italia pensato per riconoscere il valore della gentilezza come parametro del benessere nazionale. L’obiettivo dell’iniziativa è inserire questo principio tra i BES, ovvero gli indicatori di Benessere equo e sostenibile, affinché la qualità della vita nel Paese non venga misurata esclusivamente attraverso il PIL.
Il percorso istituzionale e la Giornata Nazionale della Gentilezza
L’iter legislativo, promosso dal MIG (Movimento Italiano per la Gentilezza) sotto la guida della presidente Natalia Re, ha ricevuto il sostegno dell’onorevole Maria Carolina Varchi e del senatore Raoul Russo. Proprio l’onorevole Varchi, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, ha annunciato il deposito della proposta che prevede, come primo atto, l’istituzione della Giornata Nazionale della Gentilezza. “Da subito abbiamo scelto di sposare e farci promotori di questo progetto, ritenendolo un passo fondamentale per promuovere valori civili, rispetto reciproco e coesione sociale nel nostro Paese. Questo provvedimento rappresenta un’opportunità per integrare nelle istituzioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro pratiche concrete che favoriscano relazioni più rispettose, inclusive e attente al benessere collettivo” ha dichiarato Varchi. Anche il senatore Russo ha confermato il suo impegno nel seguire il percorso parlamentare in Senato, sottolineando come il Kindness Act possa trasformare i principi della gentilezza in norme capaci di migliorare i contesti educativi e professionali, stimolando la crescita e la competitività dell’Italia.
La gentilezza come infrastruttura sociale e parametro statistico
Secondo Natalia Re, la gentilezza deve essere considerata una vera infrastruttura sociale in grado di generare fiducia, cooperazione e produttività. La proposta mira a rendere questo valore il 13° indicatore BES, partendo dal presupposto che ciò che non viene misurato non può incidere sulle politiche pubbliche. Sul piano tecnico, Cristina Freguja, Direttore Dipartimento per le Statistiche Sociali e Demografiche Istat, ha precisato: “Trasformare la gentilezza in indicatore statistico significa fare scelte concettuali e metodologiche precise. L’esperienza del Benessere equo e sostenibile dell’Istat mostra che misurare il benessere è possibile, ma solo attraverso un percorso metodologico rigoroso”. All’incontro hanno partecipato anche Francesca Caneri, Portavoce Fiat 500 Club Italia, Federico Russotto e Stefania Migliore di Petronas Lubricants Italy, portando testimonianze su come la gentilezza applicata al mondo dell’impresa e della comunità aumenti la motivazione e crei valore economico e sociale.
Istruzione, lavoro e il contesto internazionale del Kindness Act
Il progetto di legge si articola anche attraverso due testi correlati che riguardano ambiti cruciali della società. Il primo è dedicato al mondo della scuola, con l’intento di utilizzare la gentilezza come metodo educativo per contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Il secondo è rivolto al settore del lavoro e alla pubblica amministrazione, per promuovere ambienti professionali inclusivi e tutelati da discriminazioni e molestie. Con questa mossa, l’Italia si inserisce in un panorama globale dove molti Paesi hanno già adottato normative simili. In Giappone esistono leggi sul rispetto reciproco, mentre il Canada ha varato il Multiculturalism Act nel 1988. Il Bhutan ha introdotto la Felicità Interna Lorda (GNH) in alternativa al PIL, l’Australia celebra il National Day of Action Against Bullying and Violence e i Paesi Scandinavi integrano da tempo l’inclusione nelle loro politiche. Come spiegato da Natalia Re, l’Italia intende ora tradurre il valore della gentilezza in una dimensione misurabile per orientare gli investimenti sociali e lo sviluppo futuro.
A cura di Viola Bianchi
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